Fantapagelle 2023: i voti di Cosimo Parisi alla minoranza

Damiano Capaccio, voto 5. Due anni di amministrazione con due piedi in una scarpa: vado via dall’opposizione o resto con l’opposizione? Questo sembra il dilemma che affligge il consigliere dal camice bianco e per cui non si dà pace. Garantisce il numero legale della maggioranza. Vota con loro e, al più si astiene. Insomma, tiene a galla la paperella dell’amministrazione anche se c’è poca acqua. Speriamo che con il nuovo anno prenda una posizione, se non altro per urtare la buonanima di Dante Alighieri.

Damiano Cardiello, voto 5. Può piacere a pochi e, infatti, non piace a molti, ma è un politico con esperienza e aperto al dialogo. Questi due anni di sorprendente moderazione e generosi lasciapassare gli hanno fruttato la nomina di vicepresidente del Consiglio. A conti fatti, è convenuto? I cittadini si aspettano di più da Cardiello. La parte della bella addormentata tra gli scranni non gli si addice. 

Giuseppe Norma, voto 4.5. Si accende e si spegne come un fuoco di paglia, forte di un partito solido alle spalle, con i “grandi” che preparano la strada delle nuove elezioni: sul carro un ex sindaco, ex pd. Dicunt. Nato dalla costola di Cardiello, ne prende le distanze, pur mostrando riconoscenza con un voto utile a far eleggere il consigliere di Fratelli d’Italia come vicepresidente del consiglio. La cortesia non è stata replicata alle provinciali. Il debito è estinto.

Pierluigi Giarletta, voto 5. Ha del potenziale, soprattutto quando si arrabbia. Buoni nell’orazione, ma troppo pochi, gli interventi in consiglio comunale. Sia agita e scalpita a dovere quando vuole, ma, come il resto del partito democratico, resta silente sul grande tema ospedale. Può dare di più.

Pierino Infante S.V. Essere o non essere? Il 2024 è l’anno buono per prendere una decisione.

Filomena Rosamilia, voto 5.5. È crescita nell’ultimo anno e si sente. A chi la accusa di leggere la letterina in consiglio, fa spallucce. D’altra parte, non è l’unica a leggere e non è l’unica a leggere interventi scritti da altri. Ne abbiamo certezza. Ai pulpiti e alle prediche ci credono in pochi. La riconferma come consigliera provinciale è un ottimo risultato personale. Evidentemente in Provincia è riuscita a centrare obiettivi più importanti rispetto a quelli che può raggiungere come consigliere di opposizione, nel comune di Eboli. Di fatto, è l’unica consigliera ebolitana in Provincia. Gli Alfieri, muovendosi in diagonale, hanno evidentemente fatto scacco matto. Un 2024 di impegni in nome e per conto di Eboli, dalle strade alle scuole.

Francesco Squillante, voto 5. Giovane, presente soprattutto sui temi che riguardano le politiche giovanili. In effetti il forum dei giovani, nella formazione odierna, ha avuto una grande spinta dal consigliere del Pd. Ma questo non basta per essere promossi. Si può fare di più.

Cosimo Pio Di Benedetto, voto 7. Sufficienza piena per l’ex vicesindaco. Per il secondo anno consecutivo tra gli scranni dell’opposizione Di Benedetto si distingue tra i suoi colleghi per preparazione, tenacia, capacità di intervento nei momenti opportuni. Ha affinato anche le sue innate doti da attore: giusta cadenza negli interventi, il tono diventa alto nei momenti opportuni, si prende gioco degli avversari con astuzia e ironia. Gli astri sono positivi: la primavera 2024 potrebbe farlo sbocciare come un fiore. Piccolo consiglio: migliorare la comunicazione con i cittadini, tra un consiglio comunale e l’altro.

Emilio Masala, voto 3. Se non fosse stato per Tonino Cuomo, starebbe da un’altra parte. Entrato con una maglia, si ritrova a giocare con un’altra squadra, quella della Lega. Unico sussulto la strada che cede a Via Grataglie. Magari è proprio lui la chiave per aprire lo scrigno dei sogni di Marisei.

Cosimo Naponiello, voto 6. Scalpitava da parecchio. Come si fa a tener legato un puledro selvatico. Si è ricongiunto, dopo un paio di voli qui e là, a Italia Viva, nell’opposizione. Ironico, sarcastico difficile da digerire dalla maggioranza con cui ha condiviso il percorso dalla campagna elettorale fino a qualche mese fa. Il voto di incoraggiamento è doveroso nella speranza che sia pungolo fattivo e propositivo per realizzare qualcosa di buono in città.

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