Aveva corso e vinto in mezzo mondo, conquistando Parigi, Stoccolma, New York e gli ippodromi più prestigiosi. Ma per l’ultimo tratto della sua vita Varenne aveva scelto Eboli. È morto a 31 anni il “Capitano”, leggenda assoluta del trotto mondiale, che dal 28 marzo 2025 viveva all’Allevamento LJ di Dario De Angelis, diventato la sua ultima casa.
Nato il 19 maggio 1995 a Copparo, nel Ferrarese, figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, Varenne ha scritto pagine irripetibili dell’ippica internazionale insieme al driver Giampaolo Minnucci. In carriera ha disputato 73 corse vincendone 62, con oltre sei milioni di euro di premi. Due Prix d’Amérique, due Elitloppet, tre Gran Premi Lotteria di Agnano e la Breeders Crown negli Stati Uniti sono soltanto alcune delle imprese che gli valsero il soprannome di “Figlio del vento”.
Il suo arrivo a Eboli non era stato casuale. A volerlo più vicino alla Campania era stato Enzo Giordano, storico proprietario del campione. Per accoglierlo, l’Allevamento LJ aveva predisposto spazi adeguati alla sua età e alle sue esigenze. «Non ci sono parole per descrivere l’emozione che stiamo vivendo», aveva raccontato De Angelis all’arrivo del Capitano.
Giordano morì il 2 maggio 2025, appena 35 giorni dopo il trasferimento. Due giorni più tardi Varenne tornò ad Agnano, dove aveva trionfato tre volte, per una delle sue ultime passerelle davanti al pubblico.
Il 19 maggio dello stesso anno festeggiò a Eboli i trent’anni insieme alle persone che lo avevano accompagnato nella sua straordinaria storia. Da allora l’allevamento ebolitano era diventato meta di appassionati desiderosi di incontrare il cavallo entrato nella leggenda.
Diciassette mesi dopo il suo arrivo, proprio a Eboli si chiude la storia del Capitano. L’uomo che lo aveva riportato verso Sud non c’era più. Varenne, invece, era rimasto. Fino alla fine.




